domenica 8 maggio 2016

Le componenti principali

“Schwanden siamo dei cluster. Partiamo soli e ci uniamo a seconda di ciò che ci accomuna e sulla base di un metodo di aggregazione.”

“Was? Scusa, volevo dire: cosa?”

“Ciascuna relazione può essere descritta in maniera razionale. In statistica il single, la coppia, il gruppo e le loro possibili relazioni costituiscono ciò che in termini tecnici viene chiamata cluster analysis. Con un algoritmo si possono individuare l'anima gemella e gli amici più stretti. E' tutto così semplice, una volta che hai definito le regole per formare la coppia o il gruppo.
Come tutti i procedimenti quantitativi, l'algoritmo non può sbagliare, ma sono le ipotesi di partenza che sono discutibili e a seconda delle caratteristiche che si desiderano per un cluster, si ottengono risultati diversi. Per esempio, se voglio formare una coppia o un gruppo sulla base di orientamento “politico” e ideologico comune ottengo un risultato. Ma se invece voglio una coppia o un gruppo omogeneo per interessi musicali ottengo un altro risultato. Quindi, Schwanden, capisci bene che per ogni cluster esistono tanti modo per “accoppiarsi” a seconda delle caratteristiche che si vogliono ottenere. Quindi una coppia col tempo può staccarsi se cambia la priorità di avere diversa similarità tra i singoli cluster. Non so se ho reso l'idea”.

“Credo di sì”. 

“Quindi la coppia ideale dovrebbe essere quella i cui elementi sono simili per un maggior numero di elementi possibili o idealmente uguali nelle loro “componenti principali”?”

“Componenti principali?””

“Sì, elementi importanti per mezzo dei quali puoi definire il singolo cluster e poi la coppia”.

“Esempio, esempio.”

“Schwanden, mi ricordi i miei allievi di esercitazioni di matematica. Esempio? Beh, fammelo tu. Secondo te cosa è importante che due persone abbiano in comune per formare una coppia stabile, o meglio, sulla base di quali elementi importanti puoi descrivere due persone come “uguali”, se così si può esemplificare?”

“Intesa sessuale, carattere, stile di vita, obiettivi, hobbies... Già, ma come descrivi i sentimenti? Quella scintilla magica che forma la coppia come puoi descriverla razionalmente?”

“Beh, Schwanden puoi cercare di descrivere l'attrazione, fisica o intellettuale, come il modo, la linea che unisce i due cluster. Schwanden, i sentimenti derivano da un mix di attrazioni fisiche e psichiche “coltivate” nel tempo. L'attrazione genera attaccamento, dipendenza. Se l'attrazione persiste nel tempo, si instaura un sentimento. Il sentimento è più forte dell'attrazione, ma esso cade se viene a mancare l'attrazione. Se una coppia invecchia e nel tempo l'attrazione fisica non è così forte, la coppia comunque può continuare se persiste l'attrazione intellettuale o psichica che si mantiene viva, molto più facilmente, se due persone hanno gli stessi interessi, la stessa visione del mondo e obiettivi comuni. In realtà, Schwanden, le persone possono anche coltivare interessi diversi, ma l'importante è che siano entrambi curiosi degli interessi dell'altro. E gli obiettivi e la visione anche se non sono identici, devono almeno andare nella stessa direzione, Altrimenti è facile che il cluster si separi perché i suoi elementi non si sentono più così simili. Schwanden, avevo letto una citazione che diceva che la curiosità è una profonda forma d'amore. Beh, mi ha fatto riflettere e quindi ho provato a darne una giustificazione razionale. La curiosità verso cosa faccia o si interessi il partner, aldilà di quella legata a scopi di vigilanza sulla fedeltà, è un elemento che deve necessariamente essere presente in una coppia e quindi aggiungilo nella lista Schwanden. E' chiaro però che non basta essere curiosi per amare qualcuno. Quindi, detto in termini matematici, la curiosità è una condizione necessaria, ma non sufficiente per una relazione d'amore.”

“Va bene. Ma ora veniamo a te. Il tuo cluster non è abbastanza solido?”

“Schwanden devo ammettere che la nascita della bambina ha perturbato la coppia. Ha aumentato in un certo senso la distanza tra i due elementi del cluster e ha influito anche sul metodo di aggregazione tra gli elementi. Ora il metodo di aggregazione non è più l'incontro tra due amanti, ma tra due genitori. I due elementi ora hanno un vincolo. Immagina un vestito. Se prima era chiuso da una cerniera, ora è allacciato da una stringa che termina con un nodo.”

“E questo nodo ti disturba?”

“In realtà questo nodo dovrebbe essere allacciato più stretto. Lascia trasparire un po' troppa nudità.”

“Non credevo fossi così pudica.”

“Schwanden, sei simpatico. No, sai che se fosse per me, la gente potrebbe anche girar nuda. Scherzi a parte, Schwanden. Un vestito serve per coprirsi, ripararsi dal freddo (almeno il vestito a cui mi riferisco adesso ha questa funzione). Pertanto se il vestito non è ben abbottonato entra aria.”

“E perché non è ben abbottonato?”

“A volte si crea un varco. Una sorta di incomprensione reciproca. A volte mi sembra che stiamo perdendo la curiosità l'un per l'altra”.

“Per via di interessi personali che prima erano uguali e adesso sono diversi?” 

“Anche, ma in fin dei conti se quando si è amanti la cosa principale che si condivide è il letto, allora non è importante avere gli stessi interessi. Ma quando si ha famiglia diventa difficile coltivare i propri interessi senza sacrificare le esigenze dell'altro e dei figli perché si ha poco tempo. E si rischia di andare in direzioni opposte e quindi di staccarsi. Schwanden, non voglio entrare nei dettagli. Non voglio analizzare cosa ci accomuna e cosa ci differenzia. Ma tu sai che ci sono state difficoltà. Il fatto che siamo emigrati qui ha stretto il vestito. Ci ha di nuovo avvicinato. Stiamo vivendo un'altra vita, anche se devo ammettere che in alcuni momenti anche qui mi sono sentita sola, abbandonata alle mie priorità e lui alle sue. Sai Schwanden, c'è stato molto da fare specie nel secondo trasloco. Capisco che la bambina è “il mio lavoro”, ma è anche sua figlia, anzi nostra figlia. E sai, a volte mi è sembrato di sostenerne il peso da sola. Ma è anche un po' colpa mia perché quando c'è da far qualcosa, non impartisco ordini, non dò direttive sul da farsi ma aspetto che sia lui spontaneamente ad aiutarmi. E' stato abituato a prender ordini, si vede. Ma cambiamo argomento. Gliene ho parlato e adesso c'è più collaborazione. ”

“Chiedete e vi sarà dato, ma non chiudete. Parlate, non siete nemici.”

“Già Schwanden. Sarebbe da stupidi chiudere. Però sai quando le minacce si presentano e poi scompaiono, ti chiedi dove si siano nascoste.”

“E quali sarebbero le minacce? I suoi genitori, la sua famiglia di origine?”

“Schwanden, i suoi genitori e in generale la sua famiglia sono persone ordinarie. Al momento, non vedo nessuna reale minaccia o intrusione, ma forse perché ora siamo lontani. Il problema è che tra me e loro non c'è dialogo. Non abbiamo nessuna caratteristica in comune, nessun punto di contatto. Tutto lì. Nessun odio, nessun sentimento. Io e loro siamo in due cluster diversi anche se ci accomuna il fatto che abbiamo un elemento in comune con cui formiamo il cluster. Ciò che mi ha spaventato è il fatto che io e lui formiamo un cluster e lui e la sua famiglia di origine ne formano un altro e sotto una certa misura di distanza il nostro cluster si separa perché lui si trova più vicino a loro. Schwanden, potrei analizzare la situazione ancora più razionalmente, fare delle stime e valutare la speranza di vita residua del nostro cluster. Ma il fatto che la vita possa essere ridotta a calcoli e pure previsioni e descritta dalle statistiche, questo non vuol dire che la vita debba essere vissuta in tale prospettiva. Il piacere della vita è l'imprevisto. Un romanzo o un film, ti appassionano e ti coinvolgono perché non sai come andranno a finire. La curiosità è la tua motivazione per arrivare alla fine del romanzo o del film e scoprirlo. E' chiaro che puoi fare delle stime sul finale o, se non resisti, avere suggerimenti da chi lo ha già letto o visto. Ma in ogni caso vuoi vedere con i tuoi occhi la fine e se corrisponde a quella che ti avevano detto.”

“Stai divagando. Torniamo al cluster. Quindi per adesso le previsioni sono serene, poco nuvolose?”

“Esatto Schwanden. Il fatto che siamo qui da soli ci ha rafforzato. Passiamo più tempo insieme facendo ciò che piace ad entrambi. Prima invece il nostro tempo era sottratto alle visite settimanali. E stavo male perché sentivo la distanza tra me e loro e quindi tra me e lui. Adesso non mi importa più. In fondo io devo formare cluster con lui e basta. E' chiaro che la loro famiglia ha diritto a veder mia figlia. Ma io allora ho anche diritto a coltivare i miei interessi. Ne vale la mia salute, mentale e fisica. La questione si conclude così, Schwanden.”

“Va bene. Abbiamo descritto l'amore ai tempi (ai modi e alle misure) della statistica. Ma voglio riportarti le tre dimensioni di Osho, che è stato un po' di tutto, ma, che io sappia, non uno statistico.”

LE TRE DIMENSIONI DELL'AMORE

L’amore può avere tre dimensioni.
Una è la dipendenza, nella quale vive la maggioranza della gente.
La moglie dipende dal marito, il marito dipende dalla moglie: si sfruttano e si dominano a vicenda, si possiedono a vicenda e riducono l’altro ad una merce.
Questo è ciò che accade nel mondo nel 99% dei casi,
ecco perché l’amore, che dovrebbe aprire le porte del paradiso,
apre soltanto le porte dell’inferno.
La seconda è l’indipendenza, questo accade una volta ogni tanto.
Ma anche questa possibilità porta infelicità, perché il conflitto è costante.
Nessun accordo è possibile: entrambi sono assolutamente indipendenti e nessuno dei due è pronto a scendere a compromessi.
Essi danno libertà all’altro, ma essa è più simile all’indifferenza
che alla libertà.
Entrambi vivono nei propri spazi e il loro rapporto sembra solo superficiale, entrambi hanno paura di penetrare la profondità dell’altro, perché entrambi sono più attaccati alla propria libertà che non all’amore.
La terza possibilità è l’interdipendenza.
Accade tra due persone né dipendenti, né indipendenti ma in profonda sincronia tra loro, come se respirassero uno per l’altra, un’anima in due corpi: ogni volta che accade, accade l’amore.
Solo in questo caso è amore.
Negli altri due casi non è vero amore: sono solo degli accordi sociali o psicologici o biologici ma solo accordi.
Nel terzo caso l’amore ha qualcosa di spirituale.
Accade assai raramente, ma ogni volta che accade una parte di paradiso cade sulla terra.
Osho 

“Grazie Schwanden. Nel terzo caso i due elementi del cluster sono uguali, poiché descritti dalle stesse componenti principali.”
“Quindi sintetizzi l'amore spirituale con le componenti principali?”
“Sì, Schwanden. Gli statistici sanno essere volgari in nome della semplicità.”
“Ma allora, in fin dei conti, la vostra relazione rientra nella terza dimensione?”

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